La quattordicesima Filippica (libro 14) di Cicerone

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Filippica lib.14

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ISBN: 9788883221033

Edizione: 1990

Tags: Interlineare, Traduzioni

Categoria: Classici Latini

Editore: Editrice Ciranna

Autore: Cicerone

Vendita Online de la Quattordicesima ed ultima Filippica (libro 14) di Marco Tullio Cicerone con versione interlineare, costruzione diretta e note.

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Filippiche di Cicerone ed analisi libro 14

Le Filippiche di Cicerone sono le orazioni che il politico romano Marco Tullio Cicerone fece contro il suo avversario politico Marco Antonio all'indomani dell'uccisione di Cesare. Si chiamano con lo stesso nome delle Filippiche greche di Demostene, proprio per volontà del politico romano di omaggiare l'oratore Greco che come lui allora volle destare il suo popolo dalle incombenti minacce militari e proteggere la libertà del propria stato.

Le Filippiche romane mantengono lo stesso stile di quelle greche, anche Cicerone come Demostene usa un linguaggio compatto, ma impetuoso e ricco di retorica. Con queste orazioni Cicerone, ormai anziano, desidera lasciare un ultimo contributo ai suo concittadini, intende riscuotere il popolo romano dagli intrighi politici per difendere ancora una volta la pace e la patria.

La quattordicesima ed ultima Filippica fù pronunciata da Cicerone il 21 Aprile del 43 a.C. in seguito alla sconfitta di Antonio e del suo esercito, ed è considerata un'orazione di rara bellezza, nobile e di altissima solennità, tanto da recare a Cicerone il suo massimo apice politico ed oratorio, un testamento finale ed eterno lasciato al suo popolo nel quale Cicerone conferma più che mai il ruolo di difensore della patria anche a discapito della propria vita.

 

Filippica libro 14 riassunto (trama)

Nella Filippica libro 14 vengono raccontate da Cicerone le vicende successive allo scontro militare del 14 Aprile al Forum Gallorum, per la liberazione di Modena, nel quale a seguito di una brutta ferita in combattimento contro l'esercito di Antonio perse la vita il console Pansa. Marco Antonio venne sconfitto solo successivamente in seguito all'intervento di Irzio che accorse in aiuto di Pansa, e nello stesso frangente anche il giovane generale Ottaviano riesce a difendere l'accampamento romano e sconfiggere le truppe antoniane.

La notizia della sconfitta di Antonio giunge ovviamente a Roma, ed il pretore Marco Cecilio Cornuto convoca il senato per il giorno 21 dello stesso mese (giorno della Parilia, festa romana sulla pastorizia), ed in quel giorno Cicerone pronuncia la sua ultima Filippica, la quattordicesima (XIV) nel tempio di Giove Capitolino.

L'orazione comincia con gli elogi verso i valorosi Pansa, Irzio ed Ottaviano e prosegue subito dopo dichiarandosi contrario alle proposte di abbandonare le battaglie a favore della pace, non prima di aver liberato del tutto Modena e Decimo Bruto. Cicerone nel suo discorso rimarca ancora una volta l'attegiamento sleale di Antonio e dei suoi alleati verso la repubblica, e lo confronta con i tre eroi della battaglia di Modena, uomini di grande valore che mettono a repentaglio la propria vita per il bene della patria, per questi chiede infatti che siano nominati imperatori, mentre per l'odiato Antonio ribadisce per l'ennesima volta che deve essere riconosciuto come hostis (nemico pubblico).

Cicerone conclude l'orazione della 14 Filippica, rivolgendo il suo pensiero e delle richieste per i caduti in battaglia, chiede al senato che i giorni di festa siano 50 per ringraziare ulteriormente gli dei, e che il valoroso Pansa ed i soldati tutti morti nello scontro non siano dimenticati, per questi bisogna elargire verso le famiglie una lauta ricompensa, ed ergere anche un maestoso monumento che li ricordi e gli renda onore nel tempo.

In questa sua quattordicesima Filippica l'oratore romano trova la sua massima vittoria, il senato conclude la seduta approvando tutte le sue richieste, e come in un grande ultimo trionfo Cicerone l'Arpinate conclude così le Filippiche Romane.

 

La quattordicesima Filippica (libro 14) di Cicerone (Edizione Ciranna) - Vendita Online libro XIV.