Il Ciclope - Euripide - Classici Greci

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Il Ciclope

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Disponibilità: IMMEDIATA -

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ISBN: 9788883222085

Edizione: 1990

Tags: Euripide, Interlineare, Traduzioni

Categoria: Classici Greci

Editore: Editrice Ciranna

Autore: Euripide

Il Ciclope è un dramma satirico della letteratura greca del poeta Euripide ispirato al ciclope Polifemo dell'iliade. Trovate il traduttore con testo greco a fronte, versione interlineare, costruzione diretta e note

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Il Ciclope di Euripide con traduttore con testo greco a fronte, versione interlineare, costruzione diretta e note.

 

Il Ciclope Euripide trama (riassunto)

Il dramma satiresco de Il Ciclope deriva dal ditirambo, una forma di canto popolare di carattere orgiastico in onore di Dioniso (dio del vino). Del ditirambo il dramma satiresco conserva il carattere dionisiaco; Dioniso è sempre presente in spirito, spesso ricordato ed esaltato, anzi il Ciclope di Euripide è addirittura tutta una celebrazione della potenza del biondo Dio che ha donato agli uomini una portentosa bevanda stillata dai frutti della vita. A conferire al dramma satiresco il carattere dionisiaco ed orgiastico, concorre essenzialmente il coro dei satiri, (variabili fra 11 e 15), che gli danno appunto il nome.
I satiri erano creature dal piede caprino, villose e cornute, derivate da mostruose divinità dell'oriente, donde venne in Grecia il culto dionisiaco, oppure, come altri pensano, semplici metamorfosi degli antichi vendemmiatori, che celebravano le feste di Dioniso col volto imbrattato di mosto e avendo ai fianchi una cintura di pelle d'un capro immolato in onore al Dio.

Il Ciclope è un travestimento buffonesco dell'episodio narrato nel lib. IX dell'Odissea. Odisseo, nelle sue peregrinazioni dopo la guerra di Troia, giunge in Sicilia, nella terra dei Ciclopi; nella caverna di Polifemo trova Sileno, che andando in cerca di Dioniso, catturato dai pirati, è divenuto servo del ciclope, mentre i satiri custodiscono gli armenti di lui al pascolo. In cambio di un otre di vino, l'eroe itacese chiede agnelli e latte; sopraggiunge Polifemo, e Sileno per salvarsi, accusa Odisseo di violenza.
Così i greci restano prigionieri nell'antro; insieme con Sileno ed i satiri progettano ed attuano l'accecamento del ciclope per poi fuggire.

Il Ciclope Euripide analisi

I personaggi del dramma sono il coro dei satiri, Odisseo e Polifemo. I satiri, simili a quelli rappresentati nelle pitture vascolari sono cinici, allegri, vigliacchi e smargiassi. S'impauriscono al sopraggiungere del mostro, che scopre le loro malefatte, e sono comicissimi quando davanti al gigante ebbro cantano canzoni popolari o quando cantano in cadenza alla manovra del palo aguzzo e ardente.
Sileno, addetto alla pulizia delle stalle, è in Euripide un personaggio diverso da quello tradizionale; si mostra beone e furfante, lascivo con gioia. Le sue battute sono davvero esilaranti: così, quando Odisseo, al suo arrivo, chiede se i ciclopi sono pii verso gli stranieri, Sileno risponde: “dicono che gli stranieri hanno la carne dolce”.
Odisseo, rimpicciolito e meno rigoroso di quello omerico, è simpatico, coraggioso ed eloquente. Polifemo è la figura maggiore del dramma: in Euripide esso è un mostro incivilito, umanizzato, in sostanza un omaccione brutale, non privo di filosofia grossolana e materialistica, fiducioso solo nella sua forza. Attraverso tale protagonista, Euripide celebra lo stato di natura e la rinuncia allo stato cittadino e alle complicazioni civili.
Sulla data di composizione del Ciclope si è incerti; per ragioni stilistiche e strutturali (come l'uso simultaneo di tre attori) può essere posto dopo Ifigenia taurica e l'Elena, cioè dopo il 412 a.C.

 

Il Ciclope Euripide Edizione Ciranna